pioggiasole

Radio Casvegno – Puntata 8 : “ Dov’è andata l’Estate ?”

pioggiasoleRadio Casvegno
Agosto 2014

In studio:

  • Rezio ricorda Eveline
  • Maria legge l’articolo “Spazio Fumetti”: Soul Father
  • Stefano legge “Stanco d’amore” poesia di Hermann Hesse
  • Giuseppe legge “Tutti i libri del mondo” poesia di Hermann Hesse
  • Un arrivederci da Larissa
  • Maria legge uno scritto sul 1° agosto
  • Consuelo ricorda Vittorio
  • Giuseppe legge una sua poesia
  • Petra legge “Orso” una poesia di Giuseppe
  • Rezio presenta il film “Chimera”
  • Sandra e i Social Network

I brani che avete ascoltato sono:

  • The Beach Boys – Honky Tonk
  • Chris Isaak – Wicked Game

 

  • Giuseppe di presenta
  • Petra legge articolo sulla mostra di Bellinzona alla Villa dei Cedri
  • Stefano parla della sua poesia
  • Sandra legge l’articolo sulla Tavola Rotonda: “I sensi di colpa”
  • Maria legge l’articolo sul gruppo donne
  • Giuseppe legge una sua poesia dal titolo “Il dono”
  • Claudia ci presenta Hermann Hesse

 

Un saluto da parte della redazione di Radio Casvegno!

Immagine tratta da un disegno di Mauro.

I brani che avete ascoltato sono:

  • No Doubt – Just A Girl
  • Franz Ferdinand – Jaqueline

Progetto a cura della redazione di Radio Casvegno e Radio Gwendalyn.

Ideazione, realizzazione e montaggio:
Alan Alpenfelt
Herbert Pacton
Sergio Perdonati

Con il sostegno dell’ FSRC (Fondazione svizzera per la radio e la cultura http://www.fsrc.ch).

 

Light Killer by NITON

LIGHT KILLER – Music for the play

LIGHT KILLER
Musica composta per lo spettacolo
da NITON
https://pulverundasche.bandcamp.com/album/light-killer

Testo scritto da Magdalena Barile
Diretto da Laura Pasetti

Prima assoluta in lingua inglese al Fringe di Edimburgo.
9 – 24 agosto 2014

La compagnia scozzese Charioteer Theatre e la compagnia svizzera V XX ZWEETZ hanno chiesto a Zeno Gabaglio e NITON di comporre musica per la luce, ovvero una colonna sonora per lo spettacolo LIGHT KILLER.
Lo spettacolo viene presentato in prima assoluta al festival di teatro più grande al mondo – il FRINGE di Edimburgo (quest’anno più di 3200 spettacoli). LIGHT KILLER racconta di Mikail e Hotcal, due giovani esseri con un’insolita caratteristica: irradiano luce. Vengono reclutati da “Il Greco”, un artista misterioso che, come un Mefistofele contemporaneo, vorrebbe rubargli la luce in cambio di bellezza ed eternità. Un effetto caleidoscopico che gioca con quattro diversi tipi di linguaggio: parole, corpi, luci e ombre uniti insieme in un’unica narrazione.
La storia di due corpi e della loro luce.

NITON ha dato espressione musicale alla luce creando sette bellissime tracce che ora sono disponibili sull’album digitale sotto l’etichetta Pulver und Asche records.
Qualche parola da parte dei musicisti:
Tutti credono di conoscere la luce, ma quasi nessuno riesce a dirvi cos’è.
Si sa che è la cosa più veloce di tutte, si sa che grazie ad essa vediamo attorno a noi il resto dell’universo. Ma nessuno sa dirvi com’è fatta, di cosa è fatta, che sapore ha, che colore ha, qual è il suo odore. E per questo quando se ne parla – ad esempio quando vogliamo descrivere un raggio di luce – fin da piccoli tracciamo un gesto ed emettiamo un suono.
Un suono spurio, che è al tempo stesso rumore e nota.
Da qui parte l’ideazione delle musiche per Light Killer: combinare gli opposti per giungere a suoni che possano diventar luce, su quel labile confine tra musica e caos che contraddistingue ogni esperienza luminosa.

LIGHT KILLER
con Adele Raes e Alan Alpenfelt
Luci: Manuel Frenda

In tour ora a Edimburgo e poi al Piccolo Teatro di Milano in gennaio.
In Ticino in primavera.

 

 

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Good Stuff Radio – Puntata 9

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Good Stuff Radio – Puntata 9
Hip Hop on Radio Gwen

Big Bang Family & NX presentano:
Good Stuff Radio on Radio Gwendalyn
Speciale Hip Hop
PUNTATA 9

È nato il bambino di Radio Good Stuff!!!
Al 9° mese la Big Bang Family (Costa, Moko, Dj Palla a.k.a. P-Kut e Stex) & Nx (Massakrasta) sono felici di presentarvi la puntata hip-hop numero 9 di Radio Gwendalyn.

In questo appuntamento vi aggiorneremo sulle news dell’hip-hop internazionale ma soprattutto quello locale (eventi, brani, video, album, ecc…). Nei primi 40 minuti “scopriremo” un gruppo fortissimo della scena mondiale, ovvero i Lootpack (Wildchild, Madlib & Dj Romes). Nella seconda parte della trasmissione avremo con noi in studio IL freestyler, l’artista ticinese Papyrus (Setta Del Flusso) che ci svelerà nuovi progetti e ci racconterà degli aneddoti interessanti (in freestyle).

Durante la prima parte sono state trasmesse le seguenti canzoni dei Lootpack:
- Turn Tha Party Out (Tha Alkaholiks ft. Lootpack)
- The Anthem
- Whenimondamic
- Long Awaited
- Miss Deja Vu
- Psyche Move
- Loopdigga
- Lost Art

Seconda Parte:
- Papyrus – Passo Dopo Passo
- Papyrus – “Ci Metto Passione” ft. Dj Jay-D (prod. by Revolution Music)
- Papyrus – “Vai” (prod. by Beri Zemer)

Maggiori info sulla puntata:
itunes.apple.com/us/artist/lootpack/id41654945
facebook.com/papyrus.mc
facebook.com/pages/La-Setta-Del-Flusso

Maggiori info su di noi:

Big Bang Family
facebook.com/groups/255021474565859/

Nx (MassaKrasta)
facebook.com/NXofmassakrasta

Il nostro portale HH
tiakkadoppia.ch

 

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Maurizio Abate – A Way To Nowhere

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Maurizio Abate – A Way To Nowhere
(Boring Machines – Black Sweat)
boringmachines.bandcamp.com
blacksweat.bandcamp.com
A cura di Fango Bianco

 

Coniglio recensione 4

Il mood d’entrata di questo disco di Maurizio Abate è placido ed avvolgente… i suoni sono dilatati in una nebbia sonora che cela limpidezza d’intenti e rifrazioni colorate e cristalline ad ogni sguardo. Il suono è caldo e pastoso e le parti vocali sembrano quelle di un’odalisca avvolta dalla nebbia dei ricordi, o forse è una sirena ammaliatrice? C’è qualcosa di arcaico ed una nota ansiogena che rende l’ascoltatore presagire qualcosa… un’esplosione, un picco, un non so che, che non arriva ma si scioglie in una sporcizia prima di salire ai piani alti, sempre più lontano, Into the Void
Silent Trees chiarisce da che parte stiamo andando: l’aria è mistica come quella respirata da Bruce Palmer e colma di umidità. La voce (che suppongo essere quella di Be My Delay) fa viaggiare lievemente ed il tutto crea un humus rilassante e placido. In Towards the Outside c’è Aldous Huxley che parlotta ed una chitarra blues che spinge per salire in superfice, scalfendo l’armonia che smette di essere tale e fa salire i battiti. Ma è solo un momento, che si gira il disco e parte il lato B. Si riparte da Shiva’s Breath, dove la chitarra diventa protagonista, lisergica e tranquilla, a capo di tutto. Se questo è il respiro di Shiva vorrei vederlo in una corsetta per poterlo sentire malmenare un pochino lo strumento. È una traccia desolata che apre gli spazi, fino a rendere le immagini vivide sullo sfondo. Il suono è splendido.
Land of Thoughts è puro viaggio in solitaria, psichedelia che parte mansueta e ti trasporta altrove. Parte mansueta perché col passare di minuti (e son 14 a questo giro…) il tutto prende corpo e spessore e seguita così, dritta, come su una strada ferrata. Dal vivo ed a volume stordente assicura vento fra i capelli e sorriso stampato in faccia. Chiude Rising Sun Blues, versione Abatiana del celebre pezzo folk.

Qui la casa sembra però essere stata rasa al suolo, ed il suono che sentiamo è quello del vento sulle macerie. Non c’è né il ragazzo né la ragazza a raccontare la triste storia. Qui si arriva dopo, si è già nel peccato e nella miseria e non possiamo fare altro che osservare lo sfacelo.

A way to nowhere è un disco che cresce con gli ascolti e con le tracce: inizia quasi in sordina con un lato A che introduce gli ambienti ed un lato B che li spreme fino alla morte. È stato registrato in una casa solitaria in montagna, voglio credere che i passanti si siano accorti di quel che stava accadendo e si siano seduti in silenzio, percorrendo con la mente una strada che non porta in nessun luogo.

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Radio Casvegno – Puntata 7 : “Fate la radio, non fate la guerra”

PaperArtist_2014-07-29_13-58-03Radio Casvegno
Luglio 2014

In studio:

  • “Le montagne arcobaleno” legge Petra
  • Spazio fumetti: “Naruto” legge Barbara
  • Larissa legge il suo articolo
  • “La motivazione” di Sandra
  • Guelfo si presenta
  • Claudia legge una poesia di J. Prevert

I brani che avete ascoltato sono:

  •  Roxette – The First Girl On The Moon
  • The Police – So Lonely (Orpheum WBCN/Boston Broadcasting)

 

  • “Forum della Pace” legge Maria
  • “Signor Tenente” di G. Faletti legge Petra
  • Graziano di presenta
  • Spazio fumetti: “Lucy” legge Maria
  • “La vita sportiva” di Rezio
  • “La motivazione, seconda parte” di Sandra

Un saluto da parte della redazione di Radio Casvegno!

Immagine tratta da un disegno di Daniela.

I brani che avete ascoltato sono:

  • Giorgio Faletti – Minchia Signor Tenente
  • The Stranglers – Nice In Nice (7″ Edit)

Progetto a cura della redazione di Radio Casvegno e Radio Gwendalyn.

Ideazione, realizzazione e montaggio:
Alan Alpenfelt
Herbert Pacton
Sergio Perdonati

Con il sostegno dell’ FSRC (Fondazione svizzera per la radio e la cultura http://www.fsrc.ch).

 

giugno

Radio Casvegno – Puntata 6 : “Letteratura di pace”

giugnoRadio Casvegno
Giugno 2014

In studio:

 

  • “Mansuetudine” legge Claudia
  • Poesia letta da Mauro
  • “Per restare fedeli” di Stefano Raimondi legge Giancarlo
  • “Non è un paese per vecchi ma neanche per giovani” di Antonio Scurati legge Claudia
  • Daniele lo stagiare dello Spazio Giovani si presenta
  • Mostra Audiopittorica “I am here now” alla Biblioteca Cantonale di Bellinzona
  • Giancarlo legge un pezzo tratto da “I sommersi e i salvati”

I brani che avete ascoltato sono:

  • U2 – Elevation
  • Dead Or Alive – I’ll Save You All My Kisses

 

  • Il Quilling, breve descrizione della tecnica letta da Daniela
  • “Ricordi” di Nada legge Petra
  • Cristina legge il suo testo “Gingo Bilova” dal Settimanale Agorà
  • Barbara legge un pezzo lasciato da Martina per Radio Casvegno
  • Patrizia legge un suo testo su Katia e la sua esperienza in Africa
  • Michel si presenta e racconta la sua esperienza all’OSC di Casvegno

Un saluto da parte della redazione di Radio Casvegno!

I brani che avete ascoltato sono:

  • Billy Karloff And The Extremes – Don’t Keep Me Down
  • Comsat Angels – You Move Me

Progetto a cura della redazione di Radio Casvegno e Radio Gwendalyn.

Ideazione, realizzazione e montaggio:
Alan Alpenfelt
Herbert Pacton
Sergio Perdonati

Con il sostegno dell’ FSRC (Fondazione svizzera per la radio e la cultura http://www.fsrc.ch).

 

storie

Puntata speciale: “Chiasso Letteraria, festival internazionale di letteratura”

storieRadio Casvegno Puntata Speciale 

Giugno 2014

In studio:

Narrare storie, ascoltare storie o ricordare storie è parte del progetto di Radio Casvegno….

Storie che siano di amore o di guerra, scritte o disegnate, storie da raccontare o da ascoltare che ci aiutano a combattere l’indifferenza.

 

I brani che avete ascoltato sono:

  • Bombino – Amidine – Niger
  • Piero Ciampi – L’Amore È Tutto Qui
  • Manu Chao-Bongo Bong (Great Song)

Progetto a cura della redazione di Radio Casvegno e Radio Gwendalyn.

Ideazione, realizzazione e montaggio:
Alan Alpenfelt
Herbert Pacton
Sergio Perdonati

Con il sostegno dell’ FSRC (Fondazione svizzera per la radio e la cultura http://www.fsrc.ch).

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Radio Casvegno – Puntata speciale: “Quattro Passi In Padella”

3logoopenairRadio Casvegno Puntata Speciale 
Giugno 2014

In studio:

4 passi in padella…prima, durante e…..all’anno prossimo

l’Open air è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il gruppo di lavoro del Settimanale dell’Agorà e di Radio Casvegno.

 

I brani che avete ascoltato sono:

  • Eternal Triangle - Won’t Work
  • Dire Straits – Money For Nothing
  • Modern Talking – You Are Not Alone

Progetto a cura della redazione di Radio Casvegno e Radio Gwendalyn.

Ideazione, realizzazione e montaggio:
Alan Alpenfelt
Herbert Pacton
Sergio Perdonati

Con il sostegno dell’ FSRC (Fondazione svizzera per la radio e la cultura http://www.fsrc.ch).

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Francisco Meirino – Notebook (Techniques Of Self-Destruction)

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Francisco Meirino – Notebook (Techniques Of Self-Destruction)
misanthropicagenda.com/releases.html
A cura di Fango Bianco

Coniglio recensione 4

Questo lavoro nasce inizialmente come un’opera su commissione per l’Audible Festival di Parigi nel 2012. Francisco Meirino è un cesellatore sonoro di stanza a Losanna, dove ho avuto modo di vederlo in azione la bellezza di nove anni fa all’interno del LUFF Festival, in una serata che mi lasciò più dell’amaro in bocca, a causa di un programma a mio modo di vedere poco comunicativo e chiuso in sé stesso. Sbagliai a non approfondire il lavoro di Francisco e ne approfitto ora per parlare del suo nuovo lavoro.
Le frequenze manipolate sono fisiche ed affilate come lame e si saturano nei padiglioni auricolari pungendoli a più non posso. L’inizio è bello tosto, squittisce come un animale in gabbia Le Processus De La Signification e mette le carte in tavola. I suoni sembrano una commistione di sintetico e naturale per una sorta di abrasività calda. Field Tests è un intermezzo che sfrigola e si conclude in trenta secondi, tenendo alta la tensione. Recording Of An Embarassment mantiene un profilo basso, sputando qualche sporcizia sui sibili accennando ad un confronto più fisico, quasi a dei palloncini sfregati e martoriati fino a distruggerli. Being A Lame Being è gelida soundtrack d’ambiente scricchiolante ed accartocciata, come una città del ventiduesimo secolo abbandonata a sé stessa.

Ecco, forse è proprio questo il punto… siamo abituati per convenzione ad associare la sporcizia sonora ed una bassa fedeltà ad uno scenario d’annata, ripescando, come archeologi, registrazioni di basso profilo che testimoniano l’evoluzione sonora qualche passo più indietro rispetto all’attualità. Qui invece siamo nel presente pieno, con alcuni slanci nel futuro (per la concezione del futuro digitale e freddo che sessant’anni di science fiction ci hanno inculcato) e veniamo stravolti da questi suoni metallici e slabbrati, come i residui ferrosi espulsi da una fresa. The Separation Of An Assimilation unisce questo concetto con una voce metallica e posta in secondo piano, che ci fa apparire attori in una fabbrica sullo stile coltivazione del pesce in Existenz. Sono rimbrotti e carillon distori che ci abbracciano in You Know Nothing, ennesima creazione di atmosfera realmente filmica, come udire quel che avviene nella stanza di chi preme i tasti in un 2048. Ci creiamo delle immagini senza avere risposta alcuna, seguendo stimoli terrei e digitali, corrosi e materici… qui sembra di udire l’arrotino alle prese con un paio di coltelli che sfibrano le nostre cellule grazie ad un sulfureo contorno di scintille e vaporose sublimazioni. Techniques Of Self Destruction è una suite in due parti che conclude l’album, soffusa su distorsioni minimali ed accenni melodici che, appena respirano, vengono stuprati dalla pesante mano digitale dell’autore che colma il tutto con la sua cappa scura. Poi il ritmo è dato da quelle che sembrano semplici azioni meccaniche per poi riprendersi e concludere con i consueti sibili gassosi.
Gli sprazzi silenziosi ci fanno riprendere fiato ma siamo oramai sommersi da una spessa polvere silicea che ci fa giocoforza soccombere, quasi come topi di laboratorio come quelli che sentiamo squittire sul finale. Non abbiamo molta scelta, abbracciare questo pungente rumore e conviverci, oppure chiudere tutti quanti i nostri porti e provare a resistergli.
Fossi in voi sceglierei la prima opzione.

Ramones

Evviva ne è morto un altro

Ramones

Evviva ne è morto un altro
di Gwen

Ogni volta che muore un’artista che ha contribuito alla storia della musica le radio improvvisamente si permettono dei speciali su di lui o su di lei. Per una settimanella si prendono in lusso di inserire in rotazione alcuni dei loro brani. È l’ipocrisia radiofonica. È la codardia dei dirigenti artistici delle radio. È il modo dell’ignorante industria commerciale di massa di fare bella faccia con il talento e l’arte dei poveri. All’improvviso tutti elogiano Kurt Cobain, The Rolling Stones, The Beatles, Joy Division. Eppure in radio questi non si sentono mai. E se passano, è Smells like teen spirit, Satisfaction, (quando mai si sono sentiti i Beatles?!), Control.

Finito il breve lutto, si torna al solito mucchio di merda offerto dalle flebili radio senza spirito né coraggio né grandeur. La popolazione è contenta perché è ignorante. I bambinetti 5 seconds of Summer hanno 10 volte più visite in un mese dei Ramones in 5 anni.

L’artista sconosciuto che fa la nuova storia lo si lascerà morire per poterlo elogiare e produrre un best of in cofanetto a natale.

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Stefan Christoff & Joseph Sannicandro – Les Rumeurs De La Montagne Rouge, En Chœur, Convergent

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Stefan Christoff & Joseph Sannicandro – Les Rumeurs De La Montagne Rouge, En Chœur, Convergent
howlarts.net
A cura di Fango Bianco

Coniglio recensione 4

Ricevo questo nastro (seppur in maniera del tutto incorporea per ora) quasi per caso, da un giornalista al quale spedisco abitualmente le mie produzioni. Vengo così spinto ad aprire una porta che non sapevo esistesse ritrovandomi in un luogo a me estraneo.

Siamo a Montreal, nel 2012, all’interno della protesta studentesca, movimento che ha coinvolto migliaia di persone in tutta la zona. Quel che sentiamo ci accompagna per mano all’interno dei fatti con una semplicità disarmante… inizialmente una donna che sembra uscita da un’altra epoca intona una melodia in francese (Sainte-Marie), poi è il turno di un uomo a cantare, coprendo il vociare dei manifestanti. Poi il tutto si calma, con un substrato che sembra un disco rotto e l’unico elemento di disturbo sono le pale di un elicottero. Intorno ad esse la calma più statica… rintocchi e blocchi strumentali si susseguono fino a distorcersi lievemente andando in loop, quasi il meccanismo sia senza scampo.
Ed in effetti il sentimento che si prova è quello della calma prima della tempesta, di una leggera folata che prelude all’esplosione. Poi parte una sequenza di pianoforte in crescendo che sembra librarsi a due metri da terra, tanta è la sua levità, prima che anch’essa si incrini mutando in disperazione che si morde la coda. Rumori ritmici, quasi dei pezzi di vetro che coprono la melodia che va a morire di botto. les rumeurs A è finita.

Les Rumeurs B inizia e sentiamo le gelide sferzate del vento sovrapporsi alle voci degli astanti infreddoliti, gli onnipresenti veicoli alati a motore che sorvegliano la situazione, il ritmo degli oggetti percossi e delle voci dipingono un ambiente festoso… ma è presto per gioire, che Réaction Circulaire ci scaglia in un tunnel oscuro. Sembra la cronaca sonora della discesa all’interno di un corpo umano, con il battito cardiaco che suona sinistro e fa temere il peggio. Continua e sembra non cambiare, ma ci sembra di scorgere un sentore più metallico ed incancrenito, cupo ed assolutamente controllato. Non sono reazioni circolari, ma una spirale che scende e scava all’interno delle nostre viscere.

In Radio Is Dead si riprende tutto quanto espresso precedentemente in una versione compatta. Non è un lavoro semplice questo, ma è in grado di influenzare e trascinare gli ascoltatori nel suo vortice sin dopo il primo ascolto. Forse allora è un lavoro più semplice e diretto di quel che sembra, a patto di lasciar cadere le proprie difese personali dandosi completamente al suono.

Un racconto intenso e personale di una situazione, per un diario sonoro colmo di suggestioni ed avvolgente.

FRONT Panel

Daniele Santagiuliana – Jeremiad

FRONT Panel

DANIELE SANTAGIULIANA – Jeremiad
http://eafmcart.blogspot.ch/2014/06/eafmc0143-daniele-santagiuliana.html
A cura di Fango Bianco

Coniglio recensione 5

Una camera vuota e buia.
Forse non è buia, ma mancano i colori.
Quando arriva il frastuono iniziale si teme il peggio ma, col passare dei secondi questo si seda, lasciando spazio ad una chitarra stanca e ad una voce che si libra nel grigiore, lirica, sofferta ed ubriaca. And Then… è già finita e si passa a Little Led Red Light, una piccoa luce, quasi una fiammella, quella che probabilmente separa la vita dalla morte. Dalla morte già… perché la voce di Daniele arriva ma è come se fosse trattenuta nell’oltretomba; si dinoccola oscura su gravide note basse di chitarra e farfisa e l’insieme è privo di slancio, bloccato e fermamente basso, prende direttamente lo stomaco oltre alle orecchie. My Last Will dice tutto sin dal titolo, e rincara: “When my time will come I don’t want nobody around“. Quando il mio tempo verrà non voglio nessuno attorno, eppure è difficile staccarsi di dosso queste canzoni, quasi impossibile, pregne come sono di un fascino oscuro e diretto, semplice, basico, l’espressione diretta tra artista ed ascoltatore. Bedlam parte ed è un western in bianco e nero, un predicatore stanco recita al suo gregge in mezzo alla polvere e le immagini che vengono a crearsi sono presagi di sventura abbracciata come inevitabile. Il controcanto di Brother spezza la solitudine, ma forse è solo un gioco di specchi spuntati nel baratro. The Sink Dream ci riporta giù, ed ogni battuta è un colpo di pala mentre la temperatura cala. Quando arriva la title track non abbiamo più alcuna difesa ed invece di un calcio in faccia ci aspetta uno splendido abbraccio, un’invocazione, una confessione che ci unisce. Il tutto si chiude con An Obscure Saint, che inizia lenta, ebbra e biascicata. Alla sua chiusura ci si ferma, senza sapere quale potrebbe essere l’azione che dia continuità a quanto ascoltato finora. Forse solo far ripartire il disco. Quest’album è formato da pochi elementi, tutti lancinanti; ne esce una litania magnetica.

Entrateci, e vi ci perderete.

Daniele da anni sperimenta sonorità molto diverse fra loro; con questo album ha tolto tutto di mezzo entrandoci dritto nel cuore.

Cinque coniglietti, album senza tempo.

Independent Swiss internet radio based in Chiasso