Il cavaliere elettrico e l’orologio che segna l’apocalisse. Fuori piove. Continuerà per giorni, anni. Spero. Torneremo ad essere anfibi e poi scompariremo nel mare, molluschi, amebe fino all’implosione completa della terra. Catastrofico? Naturale evoluzione direi. O meglio, involuzione. Ma perché Il cavaliere elettrico? È un film del 1979, di Pollack, con Robert Redford. L’ho visto ieri sera. Un cowboy ruba un cavallo da 12 milioni di dollari per restituirgli la libertà. E questo, al mondo intero, risulta incomprensibile.
Non dovrei scrivere di film. Non dovrei mettere fotografie. Ma fuori piove e anche se non sembra, è già un motivo. Qualcuno nella casa di fronte ascolta musica classica. Una motoretta ronza fendendo la nebbia della valle. Vicino a Salerno hanno ucciso un sindaco che si opponeva alla speculazione edilizia. Il primo ministro della Slovacchia si chiama Fico. Ho ancora 3 franchi e 12 nel telefono cellulare. Mi è arrivata una lettera dove mi chiedono di inviare 4 libri firmati. Il cavallo de Il Cavaliere elettrico si chiama Rising Star ed è il testimonial di una ditta di cereali. Vorrei coordinare le informazioni, equilibrarle. Apro a caso il dizionario di psicologia e leggo Scrupolosità: dubbio costante sulla bontà e la corettezza della proprie azioni. Affascinante che il termine Scrupolosità stia tra Scrittura e Sdoppiamento della personalità. Ma é solo un’altra informazione da aggiungere al caotico accumularsi del mondo. Come l’accendino che uso per accendermi una sigaretta. Pubblicizza una ditta che fabbrica bulloni. Penso a quante volte ho acquistato bulloni. Fumo. Ascolto la musica classica mescolarsi con la pioggia. Penso alla fuga dalle luci della modernità per ritrovare la consapevolezza. Penso al mito del buon selvaggio, a Thoreau. Poi al micronde, al computer su cui scrivo, alle serpentine nel pavimento della casa dove mi sto per trasferire. Cosa resta da dire? Forse de l’orologio dell’Apocalisse. Che poi è un orologio simbolico creato nel 1947 che simboleggia l’avvicinarsi della fine del mondo. L’orologio viene spostato avanti o indietro a seconda dello stato delle politiche mondiali e del pericolo nucleare.
