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Radiodrammi - La storia del Geco

Ci sono cresciuto qua, io. Ho imparato a camminare su queste strade, poi ad andare in bicicletta e tutta la trafila fino a fare all'amore. Questa è la mia città. Perchè tu appartieni ai tuoi ricordi, sono i ricordi che ti contraddistinguono.

Però per qualche tempo, pensando "allo sciagurato", al Pietro Bassani, mi chiedevo dell'origine delle cose, e tutto strideva, come la catena di una bicicletta oliata.

Quella sera, l’unica sera, Chiasso sparì nella nebbia. Nemmeno il tizio della mercedes pagoda era riuscito a proseguire i suoi traffici, quelli di valuta c!

Per me il 27 dicembre del 1979 era stata la fine. La fine della città luccicante, la fine dell’età dell’oro, la fine del futuro appiccicato all’oggi, la fine della leggerezza. Quel giorno sono tornato Franco Gessi. E Vaffanculo al Geco.

Viaggiare, si ragazzi. Viaggiare era il tema, l'aspirazione, il mantra di quegli anni. Essere in movimento. Il punto di arrivo non era importante, tanto conoscevamo tutti quello di partenza. Chiasso.

Questa era vita, e io, Franco Gessi, detto il Geco, mi ci immergevo, fino ad affondare. Ed era uno spettacolo continuo, un fuoco d’artificio che ti faceva smettere di pensare al tempo e il mondo era tutto lì, concentrato in un momento.

Me le ricordo la storia del contrabbando delle sigarette gestita dagli americani o la pizza connection, noi non c’entravamo niente con quel mondo o con quello della finanza selvaggia...

Se qualcuno vi chiede dove avete sentito tutte queste storie dite che ve le siete inventate, che avete messo assieme interviste di molta gente,



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