Sai, quasi quasi fondo una religione
A cena non ho mangiato pesante. Niente incubi questa notte. Solo zanzare in continuo ipnotico girovagare colpire. Ho sognato come al solito di essere il tenente Drogo nella fortezza Bastiani del Deserto dei Tartari. Il solito sogno. Mimetizzato con la roccia sono stato digerito dalla terra diventando un monumento all’attesa. Un poco statico come sogno. Pietrificante direi. Questa mattina mentre fumavo la prima sigaretta ho pensato alle Fortezze del San Gottardo e ho scritto:
Il movimento della lavorazione della massa di terra e roccia, l’assemblare ferro e altri materiali per edificare le fortificazioni militari può essere tradotto in scolpire. Il territorio del Massiccio del San Gottardo si trova contaminato da una sequenza ordinata di oggetti-scultura. La loro presenza talvolta è evidente ma per la maggior parte delle volte è mostrata solo da una parte dell’oggetto. Questa mancanza di integrità della percezione visiva crea nell’osservatore un bisogno di completare l’opera. Ci si ritrova così ad immaginare, sommerse nel terreno, delle forme complesse creando così una visione ibrida tra reale ed irreale. La montagna si trasforma in continuazione a seconda dello sguardo che la coinvolge.
Poi la caffettiera ha borbottato la fine della sua azione e ho scordato tutto. Ma non è di questo che volevo parlare. L’idea è arrivata nel primo pomeriggio. Ho pranzato in un parco poco lontano dalla Limmat, minacciava pioggia. Tornando a casa mi sono fermato ad osservare gli scambi ferroviari prima della HB di Zurigo. Non c’erano treni. Allora mi sono detto: devo fondare una religione!
Arrivato a casa ho telefonato ad un’amica ma non le ho detto subito della religione. Le ho inviato il duello finale di C’era una volta il west. Bronson Fonda. Morricone. Leone. Lei mi ha risposto che l’inverno arriva.
me: Suoniamoci sopra all’inverno, con l'armonica.
lei: È il segnale, l'armonica, del pericolo.
me: Saliamo sulle montagne e dimentichiamoci, potrebbe essere una soluzione.
lei: Di noi singoli a vicenda e delle cose; tre piccioni con una fava.
me: A questo punto tanto, esiliarsi e mimetizzarsi nella natura non è che l'unico diritto rimasto.
lei: L'indifferenza, quella pura, è l’unico diritto rimasto.
me: Se pensi al genere umano come un gigantesco corpo unico, l'indifferenza è il sudore che trasuda da milioni di pori. E in questo periodo fa molto caldo, pure il pianeta si surriscalda...
lei: Viva l'inverno, non ci si scappa.
me: Ma!
lei: È come una rivoluzione l’inverno, una rivoluzione senza come.
me: Soprattutto senza, senza senza o senso. Tanto è uguale. Sai, quasi quasi fondo una religione.
Ecco, allora gli ho raccontato questa idea che mi è venuta guardando gli scambi ferroviari.
me: La chiamo I Figli del Dio Lothar
lei: Io vengo. Dov'è che la fai?
me: Predico l'indifferenza, sei la sacerdotessa.
Dipende da quanto si guadagna dove la faccio... dove non devo pagare l'ici la faccio.
Mi ci vorrebbe un Costantino qualunque.
Simbolo un torchio e l'uva come frutto divino e poi ipocrisia libera.
Quote alte per entrare.
Direi suicidio di massa ogni 5 anni così ti fai nuovi proseliti: pagare per uccidersi ma accompagnanti, tanto si muore lo stesso.
Ma ora smetto: logorroico. Poco sacerdotale
Lei: Per finire devi inventarti una preghiera. E poi devi spiegare perché I Figli del Dio Lothar. Chi cazzo è il Dio Lothar?
A quel punto le ho detto che dovevo andare, un appuntamento importante. Ci siamo salutati ma lei ha capito. Ha capito che non me ne fregava niente della religione, che volevo solo parlare.
Appena attaccato ho pensato che avrei potuto dirle che sto facendo un’analisi molare. Che poi è un termine di origine chimica adottato dalla psicologia per indicare quel tipo di indagine la cui ricerca si svolge su un piano dov’è in gioco la globalità del comportamento, della personalità, del fenomeno psicosociale, rispetto alle piccole unità sottostanti, oggetto di un’indagine molecolare. Insomma, la corsa di un ratto in laboratorio è oggetto di un’analisi molare.
Ma tanto avevo attaccato, ed avevo un problema. La preghiera.
Ho cercato di scriverne una ma non mi riesce. Dovrei andare a guardare gli scambi ferroviari prima della HB di Zuirgo, magari là c’è la risposta.
È che sta per piovere e non ho voglia di uscire, bagnarmi.
Solo per cercare un poco di luce.





















