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DIALOGO SULL'ELABORAZIONE DI UNA RIVOLUZIONE

  •  Non pensi che sia arrivata l’ora di fare qualcosa?
  • Qualcosa in che senso?
  • Qualcosa per cambiare.

La stazione di Porta Nuova sembra un animale che non dorme mai. Noi come dei predatori in attesa. Il treno per Milano parte tra venti minuti. Arrotolo una sigaretta.

  • Non credi che siamo in ritardo per queste cose? - dice Dario.
  • È la solita scusa.
  • E poi tu sei svizzero. Che te ne frega dell’Italia.
  • E’ questo l’errore, pensare all’Italia.

Lui sbuffa, sorride.

  • E’ al binario 20. – dice.
  • E’ sempre al binario 20. Perché cambi discorso?
  • Non sto cambiando discorso, è solo una comunicazione. Servizio.
  • Non me ne fotte un cazzo del servizio. Stavamo parlando dell’altra cosa.
  • Sei tu che hai detto che non bisogna pensare all’Italia. Quindi a me non importa degli altri paesi. E’ già complicato il mio.
  • Troppo facile vederla così.
  • Cosa ne sai tu di come la vedo io?
  • Dire non è il mio paese. Infischiarsene. E poi mica voglio fare qualcosa a Cipro, od in Egitto, o nel Suriname. Forse col tempo, è che dobbiamo partire.
  • Senti io già ho avuto i nonni cheerano partigiani, ed è finita che la terra che avevano gliel’hanno tolta alla fine della guerra, che non avevano più un soldo. E sai chi l’ha la terra adesso?
  • Non sto parlando di questo.
  • Io si. La terra ce l’hanno i nipoti dei fascisti. Che sono fascisti pure loro e che adesso nemmeno se ne vergognano.
  • Senti Dario, non sto parlando di questo. –

IN PARTENZA SUL BINARIO 20 IL TRENO REGIONALE PER MILANO – FERMATE A...

  • Io salgo – dice Dario.
  • Finisco la sigaretta.
  • Lascia le cazzate a Torino.
  • Hai solo paura.
  • Voi di guerre non ne avete avute in Svizzera, nonne puoi sapere niente.
  • Cosa c’entra la svizzera, io la sopporto poco.
  • Dici così ma poi lo racconti a tutti che vieni da là. Ti da credibilità.
  • Che cosa stai dicendo.
  • Dico che nella seconda guerra mondiale avevate accordi con tutti e non rischiavate nulla, soldi, armi, ed altre cose.
  • Non è andata proprio così.
  • Com’è andata allora?
  • Quello di cui parli è arrivato dopo
  • Dopo quando?
  • Negli anni cinquanta, sessanta e poi a proseguire, fino ad oggi.
  • E che cazzo facevate nella seconda guerra mondiale?
  • Stavamo come degli imbecilli, ad arroccarci sulle montagne. Come il tenente Drogo sulla Fortezza Bastiani.
  • E’ vero che ci sono gallerie e città dentro le alpi.
  • E’ vero .
  • Le hai viste? –
  • Mi hanno raccontato.
  • Quindi potrebbe essere falso.
  • Magari sono falsi anche i racconti di tuo nonno.
  • Sei uno stronzo.
  • Sei tu che non mi vuoi ascoltare.
  • Cosa vuoi fare? Metter le bombe? Uccidere poliziotti? Fare la rivoluzione? Sei un idiota.
  • Deve esserci un altro modo.
  • Hai visto fuori?
  • C’è il finestrino appannato...
  • C’è la neve.
  • Sai potremmo sviluppare delle cellule, in varie parti d’Europa.
  • Ma come cazzo parli?
  • Parlo perché è da un poco che ci sto pensando.
  • E perché?
  • Perché mi sento vuoto.
  • Scrivi un libro allora.
  • E’ un vuoto diverso.
  • Sei esperto di vuoti?
  • Non la capisco la tua ironia.
  • Perché non è ironia.
  • E cos’è allora?
  • E’ sarcasmo.
  • Quanto ci mettiamo ad andare a Milano? –
  • Sempre il solito.
  • Prendiamo carta e penna?
  • Per fare cosa .
  • Elaborare una strategia. –
  • Di che?
  • Di come possiamo fare.
  • Senti io vorrei leggere.
  • Cosa leggi un libro sul vuoto?
  • Siamo già in ritardo, nemmeno siamo fuori città...
  • Come pensi che vivono loro? In quei palazzi?
  • Come vuoi che vivano?
  • Male.
  • Sei arrogante.
  • Credi che la televisione risolva il problema?
  • Perché la televisione adesso?
  • Perché la potremmo sfruttare.
  • Come?
  • Come cassa di risonanza.
  • Non dici nulla di nuovo.
  • Ascolta, facciamo venire il dubbio che tutta la protesta sia un movimento artistico.
  • In che senso.
  • Dobbiamo prendere carta e penna e vedere.
  • Mio nonno mi raccontava che quando nevicava non arrivava nessuno col cibo, e si dimagriva anche di tre chili in una settimana .
  • Adesso chi sta male ingrassa.
  • Come?
  • Sei mai andato a fare la spesa nei grandi magazzini a basso costo?
  • Ci vado sempre.
  • E la vedi la gente?
  • Allora? (...)
  • Sono grassi. Obesi. Hai mai visto cosa comprano?
  • Cibo?
  • Ma hai visto il tipo di cibo? Comprano multiconfezioni di coloranti...
  • Si è messo a nevicare.
  • Se fossimo in discesa potremo sciare.
  • Hai mente le risaie, vicino a Novara?
  • Ci arriviamo tra poco
  • Ma adesso non ce l’acqua.
  • Ce la neve.
  • Che ironia del cazzo...
  • So cosa vuoi dire.
  • Cosa?
  • Che con l’acqua, il mattino quando ci passi in mezzo col treno sembra che il mondo sia sommerso e dei caseggiati emergono come isole, e che non c’è confine e che tutto potrebbe anche solo essere capovolto ed il mondo il riflesso del cielo.
  • L’avrei detta in un altro modo, poi hai scordato una cosa .
  • Cosa?
  • il colore.
  • Non credo che tu abbia mai pensato di fare qualcosa.
  • Ancora con questa storia. Senti non ti voglio sentire.
  • Ho visto in televisione che in Grecia stanno lottando die ragazzini di quattordici quindici anni.
  • Tu ne hai trenta.
  • Non è questo il punto.
  • E qual’é?
  • Lottano.
  • Vuoi metterti a lanciare sassi e bottiglie incendiarie. Devi farlo a casa tua. Fallo a Zurigo.
  • Mi sa che hanno i vetri infrangibili.
  • Ma capita mai qualcosa in svizzera?
  • Suicidi.
  • Come suicidi?
  • E’ una delle nazioni con il più alto numero di suicidi al mondo.
  • E perché la gente si suicida? –
  • Frizioni...
  • Frizioni?
  • Hai mente le zone di subduzione?
  • Quelle terrestri dici?
  • Quelle, dove una placca si infila sotto l’altra e si muovono.
  • Le ho mente.
  • Succede la stessa cosa credo, con le persone, in svizzera...
  • Che cosa?
  • Terremoti.
  • Terremoti?
  • Terremoti
  • Perché siamo fermi? – dice Dario.
  • Hai fretta?
  • Anche tu hai fretta.
  • Milano.
  • Dovremmo ripassare la storia. –
  • Un documentario di finzione. –
  • Cosa hai? Ma proprio oggi doveva venirti in mente questa cosa?
  • È il vuoto.
  • Dai prendi carta e penna.
  • Elaboriamo una strategia?

(continua...)


FlavioStroppini
Written on Giovedì 12 Gennaio 2012 12:44 by FlavioStroppini

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