Rubriche Festival Stockholm: Stop Over

Quando Doug ed io siamo atterrati nella capitale scandinava di Stoccolma, ancora non era chiaro dove avremmo spento la luce per dormire.

Ma una cosa invece lo era molto: il fatto di trovarsi persi in un paese, una regione europea, dove non capisci la lingua, le scritte, le esclamazioni. Avventurarci al nord, significava finire nelle terre dove ti muovi come a tastoni quando improvvisamente manca la corrente in casa e quando ti parla il tizio dietro il bancone di un chiosco, tu non riesci neppure a emettere un suono gesticolando da turista impacciato.

Ma questo per un centro-europeo è solo una sfida in più.

Infreddoliti e stanchi, ma esterefatti e felici come quando si esce dalla metropolitana a New York per la prima volta, a livello della via Söderleden ci siamo separati per andare ognuno ai due ostelli rimasti che offrivano un letto ciascuno. Ritrovo: alla mappa gigante.

Stoccolma doveva rimanere come un passaggio, da considerare più come un easyjet stop-over per tagliare i costi del biglietto. Ma visto che siamo in viaggio per conto della Musica e della Vita, abbiamo dato un'occhiata a chi suonava in città.

A noi, l'8 ottobre, toccavano le Pippettes, con gruppo spalla Le Kid, un gruppo svedese vibrantissimo. Il posto in cui suonavano si chiamava come la canzone dei Pixies “Debaser”, luogo davvero eccellente per l'acustica e la capienza di gente: dj scatenata in mezzo tra una scena e l'altra, sipario rosso, bella gente.

Finiti Le Kid, finite le Pipettes abbastanze deludenti, ognuno è tornato al proprio nido, io personalmente fermandomi a mangiarmi un hotdog per 235 korone. Il cambio è difficilissimo, e in Islanda ancora peggio. Sembra di tornare alle lire con pezzi da 10'000 in mano. Ma al posto della Montessori, c'è Brynjólfur Sveinsson, un vescovo che ha riguardato le antiche leggende norvegesi nel XVII secolo.

Il mattino, preso con calma dopo un'ottima colazione bio e una chiacchierata con spagnoli e svedesi del nord, ho raggiunto Dug per una passeggiata attraverso la città vecchia verso la stazione per poi prendere il treno verso l'aereoporta Arlana. Convinti che l'aereo era alle 15.10, abbiamo dovuto battere I record dei test di corsa della SAS per arrivare a prendere l'aereo che invece partiva alle 14.15. incredibile.

Icelandair offre lo schermino video con musica internazionale o islandese, film, documentario sull'Airwaves Festival, un corso base di islandese con la frase “io ti amo (eg elska ti)” nelle frasi comuni, la storia della compagnia e il tetris.

E con questo, siamo partiti per l'antica isola dei ghiacci.


 


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Pres
Written on Lunedì 10 Gennaio 2011 10:36 by Pres

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