Once Upon a Time in… Hollywood (2019) – Quentin Tarantino

È una Hollywood nostalgica quella che Tarantino decide di mostrarci nel suo nuovo film, la nona opera del regista che abbiamo avuto la fortuna di vedere sotto le stelle di Piazza Grande al Film Festival di Locarno.
Tarantino mostra, definitivamente, quel cinema con il quale è cresciuto, fatto di spaghetti western, arti marziali e personalità carismatiche. Quel cinema che alla fine degli anni ’60 moriva per lasciare lo spazio alla nuova generazione _New cinema. _Ed è proprio entro questo periodo di morte e resurrezione del cinema che Tarantino
ambienta Once Upon a Time in…Hollywood a pochi giorni dall’omicidio efferato che tutto il mondo conosce come la _strage di Bel Air._ Come si intuisce del trailer la vicenda vede protagonisti Rick Dalton, attore in
declino ridotto a ruoli marginali nei film, e la sua controfigura Cliff Booth, ex berretto verde, tuttofare e tirapiedi dell’attore. Mentre Rick Dalton cerca di decollare nuovamente nel mondo del cinema che sembra rigettarlo, la sua controfigura si barcamena tra faccende di casa e non. Vicina di casa dell’attore è la bellissima Sharon Tate, compagna di Roman Polansky che tanto fa invidia a Rick Dalton per il loro successo nel cinema. Insomma tra un ciak e l’altro i due attori si troveranno ad avere a che fare con _la_ _Famiglia _di Charles Manson, per il resto dovrete aspettare l’uscita nelle sale in lingua italiana prevista per il 12 settembre.

Il nono film di Quentin Tarantino è un film intimo, su quel cinema che lo stregava da bambino e che ha segnato una generazione, insomma un film sull’amore che Tarantino ha per il cinema. Un tributo alla vecchia
Hollywood, ma soprattutto un elogio al cinema stesso e a tutti quelle persone che sono dall’altra parte della cinepresa e che permettono di dare vita ai film. Personalmente il nuovo film del regista è emozionante, sanguinoso e feticista come solo un regista del suo calibro sa fare.

Once Upon a Time in…Hollywood è un film che chiude un cerchio, con un titolo fiabesco per ricordare un’epoca perduta e che restituisce un lieto fine al mondo, e a tutte quelle persone che ancora cercano le emozioni della settima arte.