La ECO rappresenta un unicum nel panorama musicale internazionale perché, identificandosi con i giovani che ne fanno parte, può definirsi da un lato “crogiolo dell’arte” nel quale armonicamente si fondono esperienza, dedizione, impegno, urgenza espressiva, pathos, amore per la musica, desiderio di suonare insieme; dall’altro lato spazio virtuoso nel quale, il rispetto per la Persona, la valorizzazione delle risorse umane, l’aspetto formativo e l’equo riconoscimento delle competenze, evidenziano i princìpi etici e morali che giustificano l’esistenza stessa dell’orchestra e vanno a coronare un quadro complessivo dal quale emerge comunque l’importanza centrale di quello “spirito cameristico” che è un tratto distintivo di qual si voglia formazione strumentale; dal duo all’orchestra sinfonica.
Così, motivati da reciproca stima, consonanza creativa, entusiasmo e certezza di esser parte integrante di una realtà dinamica e innovativa, i giovani della ECO sono coscienti di essere protagonisti di un progetto lungimirante e consapevoli di vivere un’esperienza originale, affascinante e coinvolgente, essendo ciascuno chiamato in prima persona a costruire e consolidare quel senso di appartenenza che trova la sua ragion d’essere nella capacità di ascoltarsi sapendo ascoltare.
Ospite in studio a Chiasso, abbiamo avuto il piacere di intervistare il Maestro Luigi Fabbri, che ci ha presentato il progetto European Classical Orchestra (ECO). Composta da talentuosi musicisti di età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni, l'orchestra nasce con l'obiettivo di valorizzare e mettere in luce il talento presente sul territorio ticinese e dell'Insubria. Il Maestro Fabbri ci ha inoltre anticipato il loro primo evento: giovedì 11 giugno 2026, alle ore 20:30, al Teatro di Chiasso — un appuntamento da non perdere per gli appassionati di musica classica. Intervista a cura di Daniela Baiardi.