La serie podcast attraversa trent’anni di storia della comunità arcobaleno in Ticino. Un viaggio tra archivi, voci e testimonianze dirette che racconta come, in un contesto provinciale e conservatore, una comunità in continua evoluzione abbia conquistato spazio, parola e autodeterminazione, sfidando paure collettive e resistenze radicate.
Come si costruiscono visibilità, diritti e senso di appartenenza quando tutto sembra remare contro? Un racconto corale, tra memoria e presente, che intreccia generazioni diverse e apre uno sguardo sul futuro della comunità queer ticinese. **BREVE BIOGRAFIA DELL’AUTRICE** Natascia Bandecchi, nata a Lugano nel 1976, ha lavorato per oltre vent’anni alla RSI. Ha maturato esperienza radiofonica a Rete Tre e Rete Uno, coltivando la passione per voce e comunicazione. Nel tempo ha sviluppato competenze profonde nella produzione e nel racconto di storie umane e sociali. Ha continuato a formarsi attraverso workshop e percorsi professionali, ottenendo il diploma cantonale di giornalismo. Collabora con *La Regione*, dando spazio a persone e realtà spesso prive di voce nei canali ufficiali. Nel 2021 ha co-fondato con Elizabeth La Rosa l’associazione The deep NEsT. Collabora con il Film Festival Diritti Umani di Lugano ed è presidente dell’associazione frequenzeLIS. Crede che ogni storia sia unica e meriti di essere accolta, raccontata e ascoltata.
Dal 2022, in Svizzera, il riallineamento di genere sui documenti è diventato più semplice. Ma nessuna legge può abbreviare il percorso umano che si nasconde dietro l’affermazione della propria identità. Dal collettivo queer Dolls on the Block a una prete donna che legge i Vangeli in chiave queer: attorno c’è una società che chiede ancora alla comunità LGBTQIA+ di restare “invisibile”. Un episodio che pone una domanda universale: cosa significa essere liberi di essere chi si vuole?
La Svizzera approva la legge contro la discriminazione e, poco dopo, il matrimonio per tutti. Ma dietro le vittorie si nascondono anni di scontri, paure e ostilità. Tra leoni da tastiera, una coppia pestata a Zurigo e Alex Farinelli che fa coming out in diretta TV, Natascia si ritrova con sua mamma: tra un caffè e una conversazione mai avuta prima.
Che cosa significa davvero famiglia? Siamo nel 2012 e la Svizzera dibatte l’adozione del figlio del partner. Una riforma che riconosce nuove forme di famiglia, ma che riaccende paure e resistenze in chi vede ancora nel modello tradizionale, papà, mamma e figli, l’unica possibilità. Nel 2018 l’orgoglio arcobaleno scende finalmente in strada: il primo Pride nazionale arriva a Lugano, e con lui nuove polemiche.
Dalle ceneri di Collegati nasce una nuova stagione del movimento LGBTQIA+ ticinese. Il 2005 segna la prima grande vittoria: l’unione domestica registrata. Ma tenere insieme un gruppo è la sfida più difficile. Tra assemblee infuocate e una votazione decisa per un solo voto nasce Imbarco Immediato, che nel 2026 compie vent’anni.
Luglio 2001: una tempesta, una festa improvvisata e centinaia di persone in lacrime alla cassa perché “finalmente c’è qualcosa per la comunità LGBTQIA+”. Nasce così Collegati, il primo collettivo lesbico-gay del Ticino. Tra forconi puntati, buste senza intestazione e Vladimir Luxuria che racconta un movimento esplosivo trainato soprattutto da donne omosessuali.
Le radici di un movimento invisibile. Dal Monte Verità dei “balabiott” alle piazzole d’autostrada degli anni ‘90, fino allo Spazio Gay di Massagno fondato nel 1995 da Bruno Ferrini. Sullo sfondo, l’ombra dell’AIDS e il panico morale di una società che non sa come incasellare chi è “diverso”.